Chi è l’ALTRO?

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Mi chiedo quanto sia complesso accogliere l’altro.

E’ un pensiero che accompagna spesso le mie riflessioni quotidiane “costringendomi” a sostare e “sentire” il brontolio rumoroso delle mie emozioni di pancia che risuonano ricordandomi quanto lavoro “voglio” fare per imparare a fare spazio all’altro.

Si, perché l’esercizio quotidiano non basta, c’è bisogno di una consapevolezza costante dei propri limiti e difficoltà, accogliendo anche piccole e grandi delusioni che la vita ci dona impreziosendo il nostro cammino.

Ecco, alcune volte si fa davvero fatica ad accogliere.

Forse perché l’altro ci ricorda aspetti di noi che ci fanno sentire scomodi, o forse perché ha deluso le nostre aspettative, o semplicemente perché non abbiamo spazio.

Lo spazio, elemento necessario per accogliere incondizionatamente, ascoltando i rumorosi silenzi che il conTatto con l’altro ci regala.

Lo spazio come luogo per so-stare, per rispecchiare sfumature di emozioni e di bisogni.

Lo spazio per amare chi è diverso da noi, e chi non vuole essere amato.

Che viaggio complesso e affascinante è la relazione con l’altro!

Che occasione di crescita e di messa in discussione quotidiana ci regala la continua ricerca di un linguaggio comune e accogliente!

Che dono incredibile è la vita, anche quando non si presenta a noi come vorremmo.

E soprattutto che mondo distratto!

Continuiamo a cercare in una frenetica corsa contro il tempo le risoluzioni a tutti i nostri problemi, quando in realtà siamo noi stessi le nostre risposte e l’incontro con l’altro diventa poi un’occasione per rivelarci e scoprirci. Competenti.

E i disturbi d’ansia, la distimia che ci attanaglia, il tono dell’umore spesso basso, la continua ciclotimia che ci rende sempre più vulnerabili lascia il posto alla consapevolezza piena di ESSERE nel mondo come protagonista, non come spettatore.

E l’altro, anche quello così diverso da me, diventa risorsa inesauribile di conoscenza e di vita PIENA. E lo spazio magicamente accoglie e sostiene l’incontro con l’Altro ME, nutrendosi di differenze e scoprendo nuovi bisogni.

Iniziamo oggi, proviamo a fare spazio.

Cecilia Gioia 

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