Gravidanza, “fare spazio ” attraverso il PerCorso di Accompagnamento alla Nascita e alla Genitorialità.

37800414_1787117034658751_3558612968625143808_nI tempi dell’attesa necessitano di uno spazio fisiologico per allinearsi nella mente e nel cuore della mamma e del papà, in un processo straordinario che racconta l’identità della coppia e i suoi bisogni. Compito di noi operatori è accogliere e favorire l’ascolto attivo attraverso gli incontri del PerCorso di Accompagnamento alla Nascita e alla Genitorialità, occasione elettiva per stimolare maggiore consapevolezza delle proprie competenze genitoriali, elemento necessario per “sostare in contatto” con le emozioni della gravidanza. Perché è nutriente “fare spazio” attraverso la narrazione e il confronto con le altre coppie in un luogo che non presenta spigoli ma curve morbide e accoglienti come le pance delle mamme dove tessere una rete di sostegno alla pari diventa una fisiologica necessità per ascoltarsi e ascoltare.

 

Oggi più che mai è evidente la difficoltà di noi donne a so-stare in questi mesi di endogestazione senza “dover” inevitabilmente “mollare qualcosa “ (cit. Emma, 37 anni, avvocata) provando con fatica, a modulare e rallentare i nostri ritmi quotidiani. E scoprire spesso, in fase finale, quanto sia necessario regalarsi un tempo senza tempo, dove il nostro utero e la nostra mente, crea spazio al nostro bambino.

Perchè noi donne siamo incredibilmente flessibili, e questo possiamo riconoscercelo a gran voce. In fondo, chi altri accetterebbe di diventare “casa” e “nutrimento” per nove mesi della propria vita accogliendo un inquilino sconosciuto e alcune volte inaspettato? In alcuni casi poi la convivenza si rivela un periodo non semplice con espressioni fisiche più o meno esplicite che raccontano quanto sia delicato questo periodo di “conoscenza” e “adattamento”.

Ma torniamo al concetto di “fare spazio” per accogliersi e accogliere fisiologiche trasformazioni che confermano un momento speciale e unico perché costellato di segni e di attimi indelebili nella nostra mente e nel nostro cuore.

E l’idea di una maternità nel corpo, equivalente in ogni donna, crolla rapidamente nei racconti che scambiamo, magari durante gli incontri nei PerCorsi di Accompagnamento alla Nascita e alla Genitorialità, e che raccontano i nove mesi (e oltre) per fare spazio.

Perché vivere la gravidanza in modo consapevole, accompagna la donna in un processo di cambiamento psicofisico trasformando ogni singolo momento in una risorsa da cui attingere nei primi mesi dopo il parto. Gli ormoni poi giocano un ruolo attivo in questo processo di cambiamento agendo da modulatori delle emozioni. Grazie agli estrogeni la donna diventa “morbida” e riesce a fare spazio con la mente e con il corpo per accogliere il suo bambino, mentre il progesterone rallenta i suoi ritmi “costringendola” a so-stare in questo tempo di attesa e di trasformazione. Alcune volte però è difficile mettersi in ascolto “attivo” dei messaggi del proprio corpo, non assecondando inevitabilmente, i bisogni fisiologici dell’attesa. Questo si ripercuote significativamente sulla produzione dei due ormoni, inibendo o rallentando i benefici sopraelencati.

“Fare spazio”, sempre.

In ogni momento della giornata, favorire il con-tatto interiore, accarezzando ogni attimo di comunione con una vita che cresce, per nutrire e nutrirsi di emozioni.

Cercare uno spazio, un luogo che non giudica umori altalenanti costellati da piccoli conflitti e importanti promesse, tra rifiuto e accettazione alla ricerca di un equilibrio che accompagni questi nove mesi ad una consapevole accoglienza. Il PerCorso di Accompagnamento alla Nascita e alla Genitorialità diventa un tempo senza tempo dove viversi sin dalla 16° settimana di gestazione senza sentirsi valutate, dove è semplice autorizzarsi l’espressione di sensazioni, spesso rinnegate o inibite. Uno spazio senza spazio dove la circolarità prende forma armonizzando pensieri e respiri, dove la forza creatrice della donna può so-stare e riempire. Un luogo che facilita trasformazioni attraverso il “sentire” e il “fare” nel gruppo attivando processi evolutivi e relazioni nutrienti. Una serie di incontri che potenziano le competenze della donna e dell’uomo attraverso la condivisione e l’ascolto attivo dove è facile lasciarsi andare e riconoscere emozioni. Un gruppo che si crea, che assume una sua identità esprimendo aspetti di personalità spesso celati. Il mio obiettivo primario durante questo per-corso è offrire un’occasione di incontro per le mamme e i papà per promuovere consapevolezza delle proprie competenze genitoriali attraverso l’ascolto, il contenimento e la successiva restituzione, strumenti che funzionano come catalizzatori delle emozioni e forniscono la creazione di uno spazio psichico, in cui i genitori si sentono liberi di riconoscersi nel loro valore di coppia in attesa. Per “fare spazio” all’imprevedibile imparando a coltivare una relazione di coppia soddisfacente che permetterà al bambino di entrare in uno spazio “sufficientemente buono” e funzionante dove è semplice differenziarsi e crescere. Perché quando nasce un bambino nasce una mamma e un papà, e questo è bene ricordarselo durante i mesi di attesa per confrontarsi quotidianamente sui bisogni e aspettative spesso, ahimè, scarsamente irrealizzabili perché impersonali. Ed ecco che gli incontri di un PerCorso di Accompagnamento alla Nascita e alla Genitorialità si trasformano ogni volta in braccia accoglienti ed emozioni in con-tatto dove timori e paure si raccontano nell’ espressione più profonda, dove le pance delle mamme e anche dei papà possono allinearsi e riconoscersi attraverso il racconto dell’attesa, un ponte che unisce la vita passata e futura dei neogenitori.

Maria Cecilia Gioia, PhD, psicologa e psicoterapeuta cognitivo comportamentale.

Lavora come psicologa presso la Casa di Cura Sacro Cuore di Cosenza e si occupa di psicologia perinatale, assistenza psicologica in sala parto e PerCorsi di Accompagnamento alla Nascita e alla Genitorialità. E’ autrice di numerosi articoli scientifici su riviste internazionali e presidente dell’Associazione Culturale MammacheMamme www. mammachemamme.org.

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