Ho il diritto.

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Nella Giornata dei Diritti Umani

celebro ieri, oggi e domani

quanto più immenso, speciale per me,

è avere gli stessi Diritti di te.

Il mio Diritti all’UGUAGLIANZA

parla di amore e fratellanza.

Il mio Diritti alla LIBERTA’

nuovi orizzonti mi aprirà.

Ho il Diritto alla SICUREZZA

sono prezios*, è una certezza,

e cancellare la schiavitù,

è un mio Diritto, non un tabù.

Mai più torture potranno sfiorarmi,

è un mio Diritto di sempre amarmi,

nessun arresto o esilio arbitrario,

perché ho il Diritto rivoluzionario,

ad una equa e pubblica udienza

per un giudizio imparziale e in coscienza.

Ho il Diritto di conoscere il mondo,

chiedere asilo, protezione profonda,

perché è un Diritto importante per me

sentirmi protetto e accolto da TE.

Ho il Diritto alla CITTADINANZA,

a SPOSARMI e creare FAMIGLIA,

tutto questo non ha colore,

nessuna razza e religione.

Ho il Diritto alla LIBERTA’ di PENSIERO,

di cambiare religione e il mio credo,

di esprimere le mie opinioni,

utilizzando ogni espressione.

Ho il Diritto al mio LAVORO,

ad una giusta retribuzione,

ho il Diritto al RIPOSO e allo svago,

alla MATERNITA’ come scelta che appaga.

Ho il Diritto all’ISTRUZIONE

per promuovere la comprensione,

la tolleranza e la civiltà

per il rispetto dei diritti umani e delle libertà.

Cecilia Gioia

Elogio alla psicoterapia.

Slide1Non ha un colore,

ma ha mille sapori,

ricorda l’infanzia

accoglie il dolore,

si nutre, mi nutre,

di mille saperi,

e poi mi regala

letture pioniere.

Mi insegna a scoprirmi,

a stare con me,

a vivermi dentro

le parti di me.

Mi accoglie

e mi ascolta

e sta in relazione,

mi cura davvero,

in tutti i colori.

Comprende il dolore,

sa stare in silenzio,

non tutti poi sanno

sostare nel tempo.

A volte poi piango,

ritorno bambin*,

ma lei mi rispecchia,

donandomi stima.

Imparo a vedermi,

a sentirmi davvero

attraverso il suo sguardo

da sempre sincero.

E quindi cammino,

ho accanto qualcuno

che appoggia i miei passi,

con fare sicuro;

mi incontro con lei

settimanalmente,

aspetto quel giorno

per me nutriente.

Mi prendo il mio spazio,

imparo davvero,

accetto il passato,

lo sento più vero.

Lo leggo, mi leggo,

mi accolgo e lo so,

che ho fatto il mio meglio

per vivermi ciò.

E allora mi abbraccio,

mi cullo e mi amo,

allento lo sguardo

che giudica e brama.

Cammino da sol*,

percorro la via,

ringrazio me stessa

e la PSICOTERAPIA.

Cecilia Gioia

10.10.2019 Giornata Nazionale della Psicologia

Giornata Mondiale della Salute Mentale

Dialogando con le parti.

io-interiore

Foto dal web

Se mi accorgo di sovente
che con fare impertinente
il mio allarme che mi abita
e ogni giorno mi protegge,
si trasforma in un rumore
fastidioso e repentino,
che fatico a conciliare
con un sonno ballerino;
mi domando cosa sia,
se un periodo transitorio,
o magari quel boccone
indigesto nel mio stomaco,
ci ripenso ruminante,
mentre ascolto il mio allarme,
mi respiro, ascolto i battiti
che risuonano incalzanti.
Son sincera, mi conosco,
e mi fido dei segnali,
in questi anni, abitandomi,
ho imparato dagli annali.
Ed allora cosa fare,
se il fiuto non si sbaglia,
urge necessariamente
integrare più livelli.
L’Io bambina dice via,
esci fuori dal sistema,
l’Io adulta dice resta
ed osserva poi la scena.
Che confronto tra le parti,
mentre scorrono i momenti,
mi rivedo poi le scene
e riscopro gli elementi.
Shhhh, silenzio, per favore,
troppe, troppe informazioni!
Qui si rischia per davvero
di entrare in confusione!
Urge necessariamente
far riunione equilibrata,
richiamare un po’ all’ordine,
uno spazio un po’ affollato.
Ed allora mi riprendo
e riparto dal mio nome,
la mia santa è stata martire,
ci sarà una ragione?
Metto pace in condominio,
abitato da me stessa,
si convive con più parti,
ormai da anni, senza ressa.
E richiamo uno strumento
che la vita mia ha donato,
e che un nome, come oggi,
dolcemente mi ha segnato.
Ah, la musica, la musica,
che potere universale,
provo a canticchiare i nomi
che mi fanno un poco male;
ed avviene la magia,
mentre snocciolo le rime
e compongo melodie
nel mio cuore assai gentile.
Mi regalo poi canzoni,
mi rivolgo compassione,
mi capisco e mi comprendo
e mi faccio bene, dentro.
Quindi torno con me stessa,
abitandomi per scelta,
mi legittimo la ressa
e mi godo la promessa,
verso un Io ormai integrato
che decide e sa ascoltare
le due parti han fatto pace,
posson poi collaborare.
Cecilia Gioia