Sostegno all’allattamento al seno: chi è la peer counselor?

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Foto dal web

Una “peer counselor” è una mamma, con un’esperienza positiva di allattamento, che aiuta altre mamme nell’allattamento al seno.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce questa figura nella “Strategia globale per l’alimentazione dei neonati e dei bambini”, come persona preparata, al pari degli operatori sanitari qualificati e dei consulenti professionali in allattamento, per rafforzare la fiducia della madre nell’allattare, per migliorare i metodi di allattamento e a prevenire o risolvere eventuali problemi.

La peer counsellor ascolta, accetta e non giudica, stabilendo con la madre un clima empatico e accogliente.
Dopo questa prima fase la consulente accompagna la mamma a prendere la decisione che lei riterrà più funzionale per sé e il suo bambino.
Il rapporto che si crea è un processo dinamico e nutriente, perché alla pari, dove la condivisione e il rispetto dei tempi e dei bisogni rimane il centro della relazione. Perché al di sopra di qualsiasi informazione e tecnica c’è una donna con il suo bambino e questo come peer counsellor non possiamo dimenticarlo mai.
Da tre anni sostengo le mamme attraverso consulenze dal vivo e telefoniche promuovendo attraverso l’Associazione MammacheMamme di cui sono fondatrice e presidente, una serie di azioni sul mio territorio di promozione sull’allattamento al seno. E la mia professione di psicoterapeuta all’interno di un Reparto di Ostetricia e Ginecologia ha favorito e ampliato la possibilità di estendere il sostegno alla pari a tante mamme del territorio, creando una rete significativa e nutriente.
Come donna, bismamma, psicoterapeuta e consulente alla pari riconosco l’importanza del sostegno, strumento elettivo per accompagnare la neomamma in un percorso creativo e imprevedibile, dove l’allattamento ben si inserisce fornendo i “giusti” anticorpi alla diade madre-bimbo e alla loro incredibile relazione. Per favorire questo può essere utile fornire informazioni specifiche sull’allattamento, utilizzando una comunicazione semplice e positiva.

Elemento principale sono le competenze innate della mamma, che sollecitate nelle strategie di problem solving, permettono alla mamma di scegliere consapevolmente e in totale autonomia. Spesso la scelta della mamma non coincide con la soluzione ritenuta dalla consulente più funzionale, compito della peer counsellor è fare un passo indietro, ovvero “non fare”, accogliendo sinceramente la decisione della mamma.

Perché il compito di noi consulenti alla pari è ascoltare e sostenere la mamma e il bambino, sempre.

Cecilia Gioia

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