Pedagogia nera, se la conosci la eviti.

Il concetto della ‘Schwarze Paedagogik’ è stato introdotto dall’educatrice tedesca Katharina Rutschky nel 1977, ma fu la psicanalista polacca Alica Miller, autrice di libri di successo come “La persecuzione del bambino” e “Il bambino inascoltato”,  a portare il termine qualche anno dopo nel lessico comune — proprio perché lei ne fu vittima. Sua madre, racconta ne La fiducia tradita(Miller 1995, 22 segg.), da bambina la sottoponeva ad un vero e proprio muro di silenzio. Non le parlava per giornate intere, ed in questo modo affermava il proprio potere su di lei; un tale comportamento era una punizione, ma non spiegava mai alla figlia per cosa esattamente venisse punita. Se da bambina avesse saputo che la si trattava in modo ingiusto, la situazione sarebbe stata più tollerabile. Ma non è facile per un bambino mettere in discussione i propri genitori. Più facile è pensare che siano loro ad aver ragione ed interrogarsi sulle proprie colpe. La bambina che cerca di capire la ragione del comportamento della madre lascia il posto ad un’adulta che ha ormai rimosso i sentimenti infantili, ma si porta dentro il peso di quel senso di colpevolezza, di quel trattamento sadico ed ingiusto, di quella mancanza d’amore.” (da Educazione Democratica) Forse non tutti conoscete il termine Pedagogia Nera, ma sicuramente conoscete i metodi. Perché la maggior parte degli adulti di oggi è stato tirato su con questo approccio disciplinare in famiglia.

C’è violenza, nell’infanzia, anche dove pare che non ve ne sia.

E tuttora tanti genitori, purtroppo, ritengono sia giusta continuare ad educare i bambini con questo sistema educativo basato su:

– l’utilizzo di castighi

– punizioni corporali

– regole rigide

– manipolazione

– induzione di paure

– sottrazione d’amore

– isolamento

– disprezzo

– mortificazione del bambino.

Un bambino quando nasce è la gioia dei genitori, sembra circondato di amore, ovunque vada c’è intorno qualcuno a fargli le coccole, a parlargli con voce melliflua. Ma che succede se quel bambino non si comporta come gli altri si aspettano? Che succede se segue i propri bisogni, e non quelli dei genitori? Succede che il bambino diventa cattivo.       Oggigiorno, la Pedagogia Nera si può riassumere basandosi sui seguenti pilastri (delineati dallo psicoterapeuta Alessandro Costantini):

1)Gli adulti sono i padroni (anziché i servitori) dei bambini che da loro dipendono

2)Essi, atteggiandosi a dèi, decidono che cosa sia giusto o ingiusto

3)La loro collera deriva dai loro conflitti personali

4)Essi ne considerano responsabile il bambino

5)I genitori vanno sempre difesi

6)I sentimenti impetuosi del bambino rappresentano un pericolo per il loro padrone

7)Si deve “privare” il più presto possibile il bambino della sua volontà

8)Tutto questo deve accadere molto presto affinché il bambino “non si accorga” di nulla e non possa smascherare gli adulti

La pedagogia nera fornisce sin da subito delle false informazioni che il bambino acquisisce a livello cognitivo ed emotivo e che si trasmetteranno poi di generazione in generazione. Eccone alcune:

1)L’amore può nascere per senso del dovere

2)I genitori meritano rispetto a priori proprio in quanto genitori

3)I bambini, a priori, non meritano rispetto

4)L’obbedienza fortifica

5)Un alto grado di autostima è nocivo

6)Un basso grado di autostima favorisce l’altruismo

7)Le tenerezze sono dannose (amore cieco)

8)È male venire incontro ai bisogni dei bambini

9)La severità e la freddezza costituiscono una buona preparazione per la vita

10)I genitori sono creature innocenti e prive di pulsioni.

Purtroppo questo tipo di pedagogia è ancora utilizzata perché mascherata e dunque più difficile da percepire. Appare inoltre in una forma professionale di “pseudo-scientificità” estremamente difficile da mettere in discussione, soprattutto per un non addetto ai lavori (psicologi, medici, educatori) continuando a nuocere gravemente alla salute psichica ed emotiva del bambino. Ma è possibile educare senza violenza? È possibile una pedagogia bianca? Come genitori iniziamo a porgerci delle domande e a cercare delle risposte. Iniziamo ora, perché il benessere psicofisico del bambino è un diritto e va rispettato e protetto, ogni giorno.

Cecilia Gioia 

Bibliografia: Miller A., La fiducia tradita. Violenze e ipocrisie dell’educazione, tr. it., Garzanti, Milano.

Costantini A. Meravigliosa Infanzia. Dalle menzogne di Freud alle verità sul bambino‘ Edizioni Il leone verde

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